BioLabeL
BioLabeL è un progetto di ricerca e sviluppo nato allo scopo di individuare un nuovo modello di riconoscimento per la certificazione d’origine della produzione agroalimentare laziale – 1^ filiera interessata quella dell’olio extravergine di oliva.
La certificazione di origine avverrà attraverso lo sviluppo, combinazione ed integrazione di nuove tecniche avanzate di analisi (profili isotopici e composizionali) associate alle tradizionali analisi di laboratorio.
L’innovativa piattaforma “bioinformatica” (BioLabeL) è lo strumento che consente la tracciabilità e rintracciabilità del prodotto, all’interno di BioLabeL si integrano anche i processi di identificazione geografica, di filiera e biologica di un prodotto agroalimentare “tipico”.
Ciò avviene attraverso la caratterizzazione del prodotto “tipico”, grazie al “profilo digitale” che si andrà a creare attraverso la correlazione ed associazione di diversi dati ed informazioni :
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Analisi convenzionali
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Analisi e tecniche di RMN
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Analisi Isotopiche
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Fattori tecnologici, agronomici, ecologici e pedoclimatici
Grazie anche ad una adeguata base anagrafica del territorio (georeferenziata), è garantito e certificato, per la prima volta, il legame: prodotto/territorio.
Scopo del progetto
Il comparto agricolo riveste un ruolo importante nel Lazio, in particolare nella produzione olivicola la regione è al 5° posto in termini di quantità e tra le regioni con più areali di DOP (3).
È proprio nelle produzioni di eccellenza che il Lazio ha difficoltà a farsi “conoscere” dal mercato. Regioni limitrofe hanno da tempo conquistato questo traguardo e riescono a non essere toccate dalle pesanti crisi in essere, il motivo? Una forte e continua campagna promozionale focalizzata sul territorio, sulle tradizioni, sulla salvaguardia del paesaggio, che implicitamente, in modo quasi sublimale, portano ad associare a questi aspetti qualitativi anche i prodotti che in queste terre sono coltivati.
In tale contesto fornire uno strumento che impedisca le sofisticazioni e le frodi alimentari che garantisca l’origine del prodotto permetterebbe alle imprese, che adottano il “manuale delle buone pratiche agricole”, di distinguersi a livello nazionale ed internazionale.
BioLabeL è anche uno strumento utile (un vero e proprio perno, un elemento di distinzione) per le future campagne di comunicazione e promozione. A sostegno di questa idea progettuale viene in aiuto il recentissimo regolamento CE 182 (1 luglio 2009) che rende obbligatoria in etichetta, per l’olio di oliva, l’origine delle drupe: nazionali comunitarie, extracomunitarie, miste comunitarie - extracomunitarie.
La valenza innovativa della proposta è nella sua unicità: BioLabeL vuole sfruttare lo stato dell’arte nella ricerca legata alla genetica, alle analisi isotopiche e composizionali per trasformarle, grazie ad una adeguata ed innovativa piattaforma “bioinformatica” georeferenziata, in strumenti utili a rendere maggiormente competitivo il tessuto imprenditoriale laziale che opera nell’agro-alimentare. È la prima risposta organica (tecnico-scientifica ed organizzativa) a supporto delle politiche del Ministero dell’Agricoltura e del nostro Assessorato.
I temi oggetto del piani di sviluppo rurale (PSR) 2007-2013 sottolineano l’importanza che la regione Lazio affida “..alla qualità e l’eccellenza dei prodotti con progetti integrati territoriali, d’azienda e di filiera che partono dai bisogni e dalle vocazioni del territorio”.
La consulenza di esperti nella filiera dell’olio è stata utile nell’analisi e identificazione delle funzionalità da implementare e delle loro priorità. Gli stessi consulenti cooperano con il personale della costituenda ATS nei rapporti con gli operatori agricoli e con tutti i soggetti coinvolti nella filiera.
Si vuole infine sottolineare l’importanza che l’uso di BioLabeL, già nella sua fase iniziale su diversi areali, è utile ad una collaborazione e cooperazione tra tutte le imprese coinvolte nelle produzioni di qualità ed eccellenza. Alla Sabina e Canino coinvolte nella fase iniziale, potranno aggiungersi altri areali e altre imprese del territorio regionale e nazionale sia a D.O.P che non.
Di seguito possiamo elencare i principali aspetti di valenza innovativa:
Applicazione
dello strumento dei “profili digitali/marcature” (analisi e tecniche di Risonanza Magnetica Nucleare associate ad Analisi Isotopiche). L’utilizzo dei marcatori ovvero dei parametri analitici che sono correlabili al sito di origine e/o alla tecnologia di trasformazione del prodotto possono essere utilizzati dagli organismi di controllo o dal consumatore stesso per verificare l’esatta corrispondenza del prodotto a quanto riportato in etichetta.
Realizzazione
della prima piattaforma abilitante per tutti i servizi ed attività collegate alla “certificazione di origine” di produzioni agroalimentari.
Integrazione
in un unico sistema di strumenti tecnologici già utilizzati in altri ambiti che unitamente all’aspetto di marcatura biologica del prodotto costituisce un forte elemento strategico di certificazione della qualità nel settore agroalimentare. Nella modellazione del sistema, si terrà conto dei diversi aspetti che permettono di garantire la tipicità di un prodotto, quali la tracciabilità e rintracciabilità, la zona geografica di allevamento/coltivazione, e la caratterizzazione univoca della identificazione biologica dell’oggetto di produzione.